Cosa mangiare durante la PMA secondo le evidenze scientifiche
La dieta può influenzare la fertilità e gli esiti della procreazione medicalmente assistita (PMA). Negli ultimi anni sono aumentati gli studi che analizzano il ruolo dell’alimentazione nei percorsi di fecondazione in vitro. Il documento “Dieta e PMA: dalle evidenze scientifiche alla pratica clinica” della SIFES-MR, a cui ho partecipato, raccoglie le conoscenze utili per supportare le coppie durante i trattamenti.
Di seguito trovate una sintesi chiara e basata su evidenze per capire come orientare le scelte alimentari nel periodo preconcezionale e durante la PMA.
Non esiste una dieta unica per aumentare le possibilità di gravidanza
Molti studi indicano che seguire un modello alimentare sano può migliorare alcuni parametri legati alla fertilità: qualità ovocitaria, recettività endometriale, tassi di fecondazione e impianto.
Nonostante questo, nessuna dieta ha dimostrato di aumentare con certezza il tasso di nascita viva, che rappresenta l’obiettivo finale della PMA.
Al contrario, la cosiddetta “dieta occidentale” (ricca di zuccheri, carni processate e cibi industriali) è associata a risultati peggiori.
Dieta e fertilità: come l’alimentazione influenza il corpo
La nutrizione agisce su due sistemi fondamentali per la salute riproduttiva.
1. Il microbiota intestinale
Il microbiota influisce sull’equilibrio ormonale, sul sistema immunitario e sulla qualità dell’ambiente uterino.
Una dieta ricca di fibre, polifenoli, verdure, frutta, legumi e grassi insaturi sostiene un ecosistema intestinale equilibrato.
Zuccheri e cibi ultraprocessati favoriscono disbiosi, infiammazione e peggioramento dei parametri riproduttivi.
2. L’infiammazione cronica di basso grado
Endometriosi, PCOS, sindrome metabolica e molte patologie che ostacolano la fertilità sono caratterizzate da uno stato infiammatorio.
Alimenti ricchi di omega-3, vitamine del gruppo B e polifenoli modulano i processi legati allo stress ossidativo e contribuiscono a migliorare la funzionalità riproduttiva.

Come mangiare durante la PMA: le indicazioni più utili
Segui modelli alimentari sani
I modelli che mostrano più benefici sono:
- dieta mediterranea;
- modelli “pro-fertilità” orientati su vegetali, cereali integrali e grassi insaturi.
Da limitare:
- carni processate,
- fritti,
- snack industriali,
- bevande zuccherate,
- dolci e carboidrati raffinati.
Scegli carboidrati di qualità
Preferisci alimenti integrali e a basso indice glicemico per mantenere stabile la glicemia.
Riduci zuccheri semplici e farine raffinate.
Proteine: quali scegliere
Le fonti consigliate sono:
- pesce,
- legumi,
- uova.
Da ridurre le carni rosse e lavorate.
Grassi buoni
Aumenta monoinsaturi e polinsaturi presenti in:
- olio extravergine d’oliva,
- avocado,
- frutta secca,
- pesce azzurro.
Da limitare i grassi saturi.
Micronutrienti utili in pre-concepimento e PMA
- Acido folico: 400–800 mcg al giorno già prima di cercare una gravidanza.
- Vitamina D: da controllare e correggere se bassa.
- Antiossidanti: meglio assunti tramite frutta e verdura. Gli integratori ad alti dosaggi non sono consigliati senza una prescrizione.
- Omega-3, ferro, selenio, CoQ10: utili in casi specifici e da valutare individualmente.
Diete speciali: quando servono davvero?
Alcuni regimi molto diffusi online non sono indicati per tutte le donne.
- Gluten free: utile solo in presenza di celiachia o predisposizione documentata.
- Chetogenica o VLCKD: può aiutare in caso di PCOS con insulino-resistenza e va seguita sotto controllo clinico.
- Dairy free: indicata solo in caso di intolleranza.
Le diete molto restrittive possono ridurre la biodiversità del microbiota e, se prolungate, peggiorare l’equilibrio metabolico.
Per questo devono essere utilizzate per periodi limitati e con supporto specialistico.
Stile di vita: abitudini che aiutano i percorsi di PMA
- Colazione quotidiana.
- Idratazione di almeno 1,5–2 litri di acqua al giorno.
- Attività fisica moderata costante.
- Riduzione dell’alcol.
- Caffeina non oltre 200 mg al giorno (1–2 caffè).
Perché la dieta riguarda anche il partner maschile
La qualità del liquido seminale è influenzata da stile di vita e alimentazione.
Una dieta mediterranea ricca di omega-3, fibre e antiossidanti può migliorare concentrazione, motilità e integrità del DNA spermatico.
Coinvolgere il partner nel percorso alimentare è una scelta che rafforza l’efficacia della PMA e il benessere della coppia.
Quando richiedere una consulenza nutrizionale
Una valutazione nutrizionale è utile in presenza di:
- sovrappeso, sottopeso o obesità addominale,
- disbiosi intestinale,
- PCOS,
- insulino-resistenza,
- endometriosi,
- dislipidemie,
- infezioni vaginali ricorrenti,
- autoimmunità.
Queste condizioni possono influenzare ovulazione, qualità ovocitaria, salute embrionale e recettività endometriale.
Verso una nutrizione personalizzata per la PMA
Oggi è chiaro che la dieta non è un semplice elenco di alimenti da evitare o preferire.
È un messaggio biologico complesso che coinvolge metabolismo, microbiota e sistema immunitario.
Per questo il futuro della PMA si orienta verso:
- piani alimentari personalizzati,
- integrazioni mirate sui micronutrienti realmente necessari,
- terapie probiotiche di precisione,
- attenzione agli stili di vita che modulano infiammazione e salute metabolica.
Integrare la consulenza nutrizionale già dal primo colloquio migliora il percorso e può favorire sia gli esiti dei trattamenti sia la salute a lungo termine del bambino.
FAQ – Dieta e Fertilità: le domande più cercate
1. Qual è la dieta migliore per aumentare la fertilità?
Non esiste una dieta universale che garantisca il concepimento. Gli studi mostrano che la dieta mediterranea è quella più associata a migliori parametri riproduttivi grazie al consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e grassi insaturi.
2. Cosa mangiare durante un percorso di PMA?
Sono consigliati cibi freschi e poco processati: verdure, frutta, cereali integrali, pesce, olio extravergine d’oliva, legumi e frutta secca. Da limitare zuccheri, carni processate e prodotti industriali.
3. Gli integratori aumentano le possibilità di gravidanza?
Alcuni micronutrienti possono essere utili (acido folico, vitamina D, omega-3), ma l’assunzione deve essere personalizzata. Gli antiossidanti ad alto dosaggio non sono raccomandati senza indicazione clinica.
4. È utile seguire una dieta chetogenica per la fertilità?
La dieta chetogenica può aiutare alcune donne con PCOS e insulino-resistenza, ma non è consigliata a tutte. Va seguita per periodi limitati e con supervisione medica.
5. Il glutine influisce sulla fertilità?
Solo in caso di celiachia o predisposizione documentata è utile una dieta gluten free. Escludere il glutine senza motivo può ridurre la biodiversità del microbiota intestinale.
6. L’alcol riduce le possibilità di successo della PMA?
Sì. Anche piccole quantità possono influire negativamente sulla qualità ovocitaria e sulla salute embrionale. È preferibile evitarlo durante la PMA.
7. Quanti caffè si possono bere quando si cerca una gravidanza?
È consigliato restare sotto i 200 mg di caffeina al giorno, pari a circa 1–2 caffè. Un consumo superiore può influenzare negativamente l’equilibrio ormonale.
8. Il partner maschile deve seguire una dieta specifica?
Sì. Una dieta mediterranea ricca di antiossidanti e omega-3 può migliorare qualità, motilità e integrità del DNA degli spermatozoi. Anche per l’uomo alimentazione e stile di vita influiscono sugli esiti della PMA.
9. Il microbiota influisce sulla fertilità?
Sì. Un microbiota equilibrato favorisce l’omeostasi ormonale, la tolleranza immunitaria e la salute dell’endometrio. Disbiosi e infiammazione possono ridurre le possibilità di impianto.
10. Quando è utile una consulenza nutrizionale in un percorso di PMA?
È indicata in caso di disbiosi, PCOS, insulino-resistenza, sovrappeso, endometriosi, autoimmunità o infezioni vaginali ricorrenti. Una valutazione nutrizionale personalizzata può supportare ogni trattamento di PMA.

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